Diario di un viaggio in Sicilia | Happy ending

Non potevamo concludere questo viaggio se non con i pensieri, le emozioni, le immagini che ha vissuto ciascuno di noi.

Quest’esperienza è stata molto rilassante ed è stato divertente lavorare con le persone, socializzare, ma la cosa che mi è piaciuta di più è il cibo (Elena).

Ma possibile che ogni volta che prendiamo la nave deve sempre piovere? (Maria Chiara).

Raccogliere le olive, fare il bagno sono state le cose più emozionanti (Dario).

In Sicilia, dove l’energia della terra è forte, tra gli ulivi, il tempo è stato un’illusione, tutti i nostri condizionamenti sono stati un’illusione, abbiamo tutti desiderato evolvere restando con la mente aperta (Alessandro).

Che terra, questa terra! Baciata dal mare e scolpita dalla terra rossa, nutrita dal vento e scaldata dal sole… terra dove tutto si trasforma, dove la tradizione è l’innovazione. Questo mi ha regalato la via d’uscita da una quotidianità che troppo spesso imprigiona il nostro pensiero tra il ricordare il passato e il rincorrere il presente. Questa l’occasione che ho avuto: il vivere nel “qui e ora” … fatto di relazioni autentiche, di continue trasformazioni, di rottura degli schemi e di ruoli, di forte condivisione … (Lisa)

Ci sono piaciuti il clima che si è instaurato tra di noi e il fatto che siamo stati a nostro agio e siamo entrati in comunicazione, l’accoglienza vera e spontanea delle persone che ci hanno accolto (Isa, Luisa).

Raccogliere le olive con le mani è qualcosa che sembra appartenere al passato ma che fa tanto bene per riscoprire la fatica fisica e il contatto con la natura. L’ambiente, le persone, il clima e la vita comunitaria, vissuta in questo modo, sono elementi rigeneranti e piacevoli. Torniamo stanchi ma contenti!! (Michela).

Un’occasione speciale colta al volo… Sicilia? Ho detto sì subito. Essere l’unica operatrice per una settimana in esterna mi ha gratificato molto anche se la responsabilità non è stata da poco. Raccolta delle olive, bellissimo! Un po’ faticoso sotto il sole, ma il lavorare in gruppo con tutti i ragazzi non ha avuto prezzo (Katia).

Che dire…la Sicilia si conferma come sempre una terra che scalfisce e che non ti fa ripartire uguale a te stesso, per me è stata un’incredibile esperienza di condivisione e soprattutto intergenerazionale… da Nicolò di 18 mesi…alla nonna Rosa di 85 anni… e nel mezzo tutti noi! Mi porto impresso il sorriso di Isabella immersa in mare, L’emozione di Dario mentre si lancia nel tuffo, La pazienza delle ragazze nel prendersi cura di Nicolò, Davide che ormai xe el paron de casa e si muove con disinvoltura. La Tizi con il cappello di paglia e Giovanna che raccolgono senza sosta le olive, Elena inzuppata dalla pioggia siciliana. Ripartiamo scaldati dal sole e dal calore che questa terra infonde… e con il frutto delle nostre fatiche… un olio che è la nostra sintesi e più buono non ce ne è! (Lucia)

Ho adorato la traversata in mare e vedere posti che non avevo mai visitato, in particolare la vista sul mare, le cartoline, i carretti, i dolci. I sorrisi e la disponibilità di chi ci ha accolto mi hanno colpita (Giovanna).

Sono tre anni che tiro giù olive ed è stata la cosa più bella (Davide).

Questo viaggio ogni volta è una metafora della vita. Come facciamo i conti con i nostri limiti, allo stesso modo abbiamo goduto di tutte le trasformazioni. Abbiamo scoperto di essere in grado di acquisire esperienze, trasmettere saperi, stravolgendo i limiti e capovolgendo i parametri sociali che spesso ci intrappolano. L’immagine del tramonto, laddove termina il continente europeo e inizia quello africano, è quella che chiude l’esperienza, consapevoli del fatto che dove stiamo assistendo ad un tramonto, per qualcun altro c’è un’alba (Marco).


Info: Soso Social made